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Archive for maggio 2010

Questa settimana leggerete la recensione di “The magic faraway tree” di Enid Blyton. La trovate nella pagina Recensioni!

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Libri

Ho deciso che quest’anno terrò conto di quanti libri leggerò. Tutti i manuali di scrittura che ho spulciato per ora dicono che l’essenziale per uno scrittore o aspirante tale è leggere molto. Anzi molti dicono che bisognerebbe leggere molto di più di quanto si scrive.

Sono d’accordo perché mi rendo conto che da quando leggo di più il mio stile in inglese è migliorato, anche se, ahimè, quello in italiano è rimasto invariato. Appena potrò credo che mi porterò qui in Irlanda alcuni dei centinaia di volumi che occupano la mia vecchia stanza.

Infatti, ho deciso, che se so la lingua, allora un determinato libro lo leggerò in originale. Va da sé che, al momento, sto leggendo libri in inglese, sia per migliorare, sia perché l’originale rende molto, ma molto di più!

Prendiamo per esempio Il Signore degli Anelli. So che è un libro davvero lungo e che più di una persona spesso si sia arresa nel tentativo di terminarlo, ma vi assicuro che leggerlo in inglese è molto meglio. Magari se non vi piace il fantasy o la storia in sé o le descrizioni troppo accurate, non vi piacerebbe comunque, ma sono sicura che per quanto riguarda lo stile, ci guadagnerebbe di gran lunga. Proprio all’inizio sembra un racconto per bambini, che però va poi complicandosi e oscurandosi mano a mano che la storia va avanti.

Ritornando al mio sito, noterete che i primi libri di cui farò una recensione sono libri per bambini e il perché è presto detto: molti di quei manuali che citavo in precedenza, dicono che bisogna scrivere di ciò che ci piace, ma anche ciò che si conosce.

Ora, tutto ciò che è fantasia e che è per bambini mi è sempre piaciuto, ma quello che mi mancava era una vera base. Mi rendo conto che all’estero ci sono molti più libri per bambini e che a loro sono dedicate più strutture, che gli permettono di leggere, volendo.

Quando ero piccola ho letto Il Piccolo Principe, ho letto le classiche favole, e anche Salgari.

Poi, crescendo, ho cominciato a leggere libri per la scuola e per piacere personale.

Ho sempre amato leggere ma, devo essere sincera, non ho mai letto così tanti libri per bambini come sto facendo ora. E seppur da un lato io mi senta troppo cresciuta per fare una cosa simile, dall’altro non posso fare a meno di pensare che è letteratura e anche di ottima qualità, su cui per qualche strana ragione ero rimasta indietro e che voglio recuperare.

Inoltre, dato che ho in mente un progetto molto grande riguardo la stesura di racconti per bambini, ho bisogno di leggere e imparare qualcosa di più sullo stile, sul vocabolario e farmi una bella base, come dicevo prima.

Sì, perché quando poco fa dicevo che la letteratura è di ottima qualità all’estero lo dicevo per un motivo. C’è una varietà immensa di scelta per un bambino, a seconda non solo dell’età, ma anche del genere che si preferisce.

Sto prendendo al momento dei libri in prestito dalla biblioteca. Tutte le volte che entro devo recarmi nella piccola biblioteca per bambini che è un locale dentro il locale. Tutto è a misura di bambino e lì volendo i piccoli ospiti possono fermarsi a colorare, leggere o studiare. Non avevo mai visto una cosa simile. Una mia collega mi ha anche detto che una volta a settimana le biblioteche fanno una giornata di lettura per bambini, incredibile!

I libri, come nella parte per adulti, sono divisi in fantasy, avventura, classici e così via. La stessa cosa succede nelle librerie, e dico TUTTE, anche in quelle più piccole. Per quanto riguarda la mia esperienza, devo ammettere che non mi era mai capitato di vedere una cosa simile.

Ma il problema è presto risolto. Ogni volta che terminerò un libro ne farò una breve descrizione e spero di invogliare i ragazzi o i genitori che capiteranno sulle mie pagine. Sono sicura che alcuni titoli siano stati tradotti in italiano, cercherò di informarmi, ma semmai voi trovaste informazioni che non sono riuscita ad ottenere, fatemelo sapere.

Ovviamente un ringraziamento particolare va alla mia amica Christina, che ha avuto la dolcezza e la diplomazia di trascinarmi in biblioteca per introdurmi alla lettura di quasi tutti i libri per bambini che seguiranno. Nel mio portafoglio ho una lista di autori che mi ha segnalato “Questi tanto per cominciare!”, ha detto con un sorriso.

Naturalmente, nel frattempo scriverò altre recensioni su altri libri, dato che non riesco a  leggerne solo uno alla volta, spero così di incontrare i gusti un po’ di tutti.

Inutile dire che il numero dei libri appartenenti ad un determinato genere, cambierà in base a quello che sto scrivendo al momento. Comunque vada, però quello che posso dire è leggete! Leggete! Leggete! Che fa sempre bene, come confermerebbe anche Roald Dahl, di cui sentirete parlare spesso!

A presto!

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Ciao a tutti!

Eccomi qui di nuovo! Il post della settimana non era questo in origine, ma poi sono successe un paio di cose che voglio condividere con voi!

Prima di tutto ho cominciato il mio corso di scrittura per bambini al Writers Centre qui a Dublino. È un corso di sette settimane tenuto da uno scrittore/illustratore per bambini e adolescenti, Oisín McGann.

Siamo solo sei persone ed esclusa me ed una signora svedese sono tutte irlandesi! Ma tutte donne! Meglio per lui! Il corso e’ meraviglioso e l’insegnate bravissimo.

Per essere onesti ha immediatamente distrutto l’idea che avevo sempre avuto di uno scrittore. Voglio dire, quando si pensa ad uno scrittore, ciò che viene immediatamente in mente è l’immagine di una persona solitaria, scontrosa e ingobbita che sta seduta alla sua scrivania. Nulla di più sbagliato o lontano dal vero. Questo ragazzo e’ un intrattenitore. Se a qualcuno capitasse di passare dietro alla porta, sono sicura che penserebbe ad un corso di teatro, non ad uno di scrittura!

Ma questa è effettivamente una delle cose che ci ha detto subito: dimenticatevi di stare alla scrivania e scribacchiare semplicemente, dopo di ciò dovrete andare in giro, leggere il vostro libro e fronteggiare un pubblico!

Wow, questa era esattamente la spiegazione che davo ai miei colleghi al lavoro “Ho problemi con il microfono perché vado nel panico…ma non sono preoccupata, sono una scrittrice e non ne ho bisogno!”…beh sembra che avessi torto e che dovrò prendere di petto il problema alla fine, perché devo imparare a vendere me e la mia scrittura! Quello che è sicuro è che devo lavorarci!

Ciò che posso dirvi di sicuro è che, considerando il motivo per cui devo sconfiggere i miei attacchi di panico al microfono, sarò più determinata nel farlo!

La parte più difficile della lezione ad ogni modo era scrivere e leggere sul momento. Ho già messo qualcosa online e ho dato delle cose da leggere a degli amici. La differenza sta nel fatto che ho scritto tranquillamente il pezzo, ci ho pensato su e alla fine queste persone mi hanno corretto gli errori che ho fatto!

Solo dopo sono stata in grado di metterlo in rete o mostrarlo a più persone! Ma qui e’ diverso! Hai dieci minuti per creare qualcosa e bang, devi leggerlo. Ve lo assicuro, è spaventoso e preferirei scavarmi la fossa da sola o essere inghiottita dal pavimento!

Ma d’altra parte immagino sia un buon esercizio per me e spero che la fiducia in me stessa migliori un poco.

La seconda cosa a cui mi riferivo è stata tenuta di nuovo al Writers Centre sabato scorso. Sto parlando del Publishing Day. Era in pratica una conferenza di un giorno durante la quale cinque persone connesse con il mondo dell’editoria  e della scrittura hanno parlato una alla volta e hanno risposto ad un sacco di domande.

Quando sono arrivata mi sono sentita un poco persa: le persone sembravano conoscersi, o almeno la maggior parte di loro. Mi sono guardata attorno per vedere di scorgere le ragazze del corso, ma non credo di averne vista nessuna! Beh questo perché per il lavoro che faccio incontro un sacco di persone alla volta e non sempre mi è possibile fissare nella mente i volti di tutti!

Nonostante io mi fossi sentita persa, non ho provato la stessa pressione che ho sempre sentito andando in un posto nuovo. Al centro sono tutti simpatici e cordiali e sanno perfettamente che un sorriso non costa nulla. Ed e’ meraviglioso perché questa è l’ultima cosa che mi sarei aspettata dal mondo della scrittura! Magari non e’ sempre così ovunque ma penso che sia un buon inizio.

Ho trovato gli interventi molto interessanti e pieni di informazioni utili. Ci sono così tante cose che non sapevo e di sicuro ce ne saranno molte altre che devo ancora imparare, ma devo calmarmi e procedere un passo alla volta.

L’intervento che mi ha colpito forse di più è stato quello di Dermot Bolger. È  un uomo molto simpatico, il classico scrittore matto (matto ovviamente detto in senso buono! Questo e’ un complimento!) lui diceva che non importa se sei già stato pubblicato oppure no, se hai scritto un libro sei uno scrittore!

È strano perché ho sempre detto alle persone che sono un’aspirante scrittrice, forse perché ho sempre pensato che sei uno scrittore se vieni pubblicato oppure quando sei arrivato al successo! Ma arrivato dove esattamente!? Quello che ho scoperto l’altro giorno è esattamente questo: non finisci mai di imparare, migliorare ed evolvere! Oserei dire che sono proprio all’inizio!!!! Devo fare ancora un sacco MA sono una scrittrice!

E vi lascio con questa nuova consapevolezza!

A presto!

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Ghost trick-racconto

Il post di oggi, “Ghost trick”, lo trovate nella pagina “Racconti”.

È una storia breve che ho scritto in inglese qualche mese fa e che ho tradotto per voi in italiano. Ovviamente come tutte le traduzioni non rende quanto l’originale! Ho tentato di fare del mio meglio, ma se qualcuno di voi potesse farlo, apprezzerei leggeste la versione in inglese.

Lavoro in un bar che è simile a quello descritto nel racconto. Il tempo era orribile quella mattina, come nella mia storia, e mi ha dato l’ispirazione.

Ovviamente ogni commento costruttivo è il benvenuto!

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